“Cent’anni fa, il 12 dicembre 1901 i tre punti del codice Morse che stanno per la lettera S passarono per la prima volta da una sponda all’altra dell’Atlantico, attraversarono l’etere… Nasceva la radiotelegrafia a grande distanza. Il suo inventore Guglielmo Marconi diventa di colpo famoso nel mondo. Da allora quel nome significa progresso, cosmopolitismo, modernità.” Il giornalista Pace ritiene che in quel lontano 1901 sia cominciata l’era della tecnologia che, col passare degli anni, influenza incondizionatamente la vita di tutti, secondo dopo secondo. Si pensa che oggi la tecnologia sia una fitta ed enorme rete di fili invisibili che collega sogni e speranze con la realtà individuale. Secondo lo storico Hobsbawm, Internet ha facilitato il mondo: ha trasformato in una piattaforma digitale le istantanee Polaroid, il cui nome deriva proprio dal termine istante, ha dato vita alle start up, percorsi di pre-accelerazione imprenditoriale, convertendo semplici idee in saldi colossi dell’economia mondiale, è persino cambiato il modo di imparare e lavorare, poiché non si consultano più le enciclopedie e i dizionari cartacei, ma si preferiscono le versioni digitali e il lavoro è diventato sempre più interattivo, come riporta Panorama in un supplemento dell’anno 2001. Gli annunci sui quotidiani sono stati da tempo sostituiti dalle inserzioni nei siti Internet, provocando la crisi del marketing outbound e favorendo lo sviluppo del marketing inbound che, indirettamente, si è imposto nelle nuove piattaforme digitali. Di contro, l’evoluzione del mondo di Internet ha determinato negli scettici digitali una brama di ritorno al passato, in cui la tecnologia rappresentava soltanto un piccolo aspetto della vita degli uomini: quel passato, non troppo lontano, nel quale i libri e non gli Ebook erano negli zaini dei ragazzi del liceo, una foto veniva stampata su pellicola fotografica e non condivisa pubblicamente, le buche delle lettere erano stracolme di cartoline di posti incantati. Era il tempo vissuta e goduta, adesso rimpiazzata da asettiche panoramiche di spiagge paradisiache. Gli scettici digitali sostengono che Internet e i dispositivi abbiano modificato il globo e il modo di percepirlo, nonché abbiano condizionato la maniera di vivere. In un’intervista di un giornalista di un noto quotidiano nazionale, si accusa l’essere umano di aver ripudiato la lentezza della parola scritta e di averla sostituita con il mero digitare, di abusare del web, di aver perso il senso della misura e del controllo e di non riuscire più a cogliere la molteplicità delle cose e il loro variare. Oggi la tecnologia è vissuta come una lunga diatriba tra le parti, tra la necessità di tornare negli anni del boom economico senza farsi conquistare della leggerezza del nuovo e l’esigenza di vivere in un mondo 4.0, universalmente connesso e tecnologicamente avanzato. Per gli analisti dell’hi-tech il futuro consisterà nell’affermazione di una politica in 140 caratteri e in continue innovazioni che favoriranno lo sviluppo di un solido tessuto economico e sociale. Al di là di ogni roseo ottimismo è molto diffusa la teoria secondo la quale la comunicazione e le interazioni in genere sono cambiate, ma solo nelle modalità, perché è più forte la consapevolezza che le tecnologie siano un mezzo e non un fine e che, alla base di tutto, rimangano sempre e comunque i sentimenti, le intenzioni e le opinioni umane, che nessuna macchina migliore del cuore potrà mai elaborare.