Un comune dizionario definisce il termine “viaggio” nel seguente modo: trasferimento da un luogo a un altro, effettuato con uno o più mezzi di trasporto.

Il viaggio è l’emozione di preparare la valigia una settimana prima di partire e avere la consapevolezza di dimenticare sempre qualcosa, come la macchina fotografica, una scatola nera dalla forma strana, chiamata anche Reflex, che congela momenti indelebili della propria vita.

I viaggi servono ad aprire gli orizzonti, conoscere l’altro, abbattere muri e costruire ponti, perché sì, per una ragazza degli anni ’90, cresciuta in un’Europa senza confini, i viaggi sono questo.

Io, noi siamo la generazione dei ragazzi che hanno studiato a Roma o a Milano e sono andati a Londra o a Pechino in Erasmus e che magari lavoreranno a Washington o a Nuova Delhi se lo vorranno. Siamo i ragazzi che hanno reso la cultura la linfa vitale della nostra generazione e soprattutto quelli che hanno cancellato i confini dalle cartine geografiche ma saprebbero disegnarli con il fuoco che hanno dentro.